L'Ambasciata Informa

Intervista a SAR Faisal S. bin Abdulaziz, Ambasciatore dell'Arabia Saudita in Italia, Malta e San Marino

L'Arabia Saudita è ora pronta ad affrontare le sfide del cambiamento climatico. E' quanto ha annunciato l'ambasciatore del regno dell’Arabia Saudita a Roma, Malta e San Marino, Faisal S. Abdulaziz Al Saud, in un'intervista ad "Agenzia Nova" commentando quanto avvenuto il 27 marzo a Riad, quando sono state presentate due iniziative per proteggere il pianeta: la Saudi Arabia Green Initiative e la Middle East Green Initiative. "L'Arabia Saudita e la regione del Medio Oriente devono affrontare sfide climatiche significative - ha spiegato l'Ambasciatore - che rappresentano anche un rischio economico immediato. Si stima che in Medio Oriente vengano spesi tredici miliardi di dollari ogni anno a causa delle tempeste di sabbia. Oltre al danno economico, il degrado ambientale danneggia anche la salute dei cittadini. E’ stato stimato che l'inquinamento atmosferico da gas serra riduce la vita media dei cittadini di un anno e mezzo. Tuttavia, oggi la quota di energia pulita attualmente prodotta in Medio Oriente non supera il 7 per cento".

In qualità di principale produttore mondiale di petrolio, il Regno dell'Arabia Saudita "riconosce pienamente la sua parte di responsabilità nel continuare la lotta contro la crisi climatica. Poiché il Paese ha sostenuto i mercati energetici durante l'era del petrolio e del gas, oggi mira a diventare un leader globale nella costruzione di un mondo più verde. Queste iniziative fanno parte degli sforzi dell’Arabia Saudita a livello nazionale, regionale e multilaterale, per proteggere l'ambiente, combattere i cambiamenti climatici, il degrado del suolo, la perdita di biodiversità e contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 attraverso una concreta transizione verso economie verdi".

La Saudi Green Initiative include tra i suoi obiettivi "un piano di progetti di energia rinnovabile che aumenterà la quota di energia pulita nella produzione energetica nell’Arabia Saudita dallo 0,3 per cento al 50 per cento entro il 2030. Comprende anche progetti di tecnologia degli idrocarburi puliti, che si stima elimineranno più di 130 tonnellate di emissioni di carbonio, oltre ad aumentare il tasso di deviazione dei rifiuti dalle discariche al 94 per cento nel Paese. La Green Middle East, invece, elabora una road-map regionale per combattere il cambiamento climatico fissando diversi obiettivi concreti tra cui il lancio del più grande piano di rimboschimento del mondo, che mira a coltivare 50 miliardi di alberi nel Medio Oriente. Questo progetto ripristinerà un'area equivalente a 200 milioni di ettari di terreno degradato, rappresentando il 5 per cento dell'obiettivo globale di piantare mille miliardi di alberi e ridurre i livelli globali di carbonio del 2,5 per cento".

Per quanto riguarda la cooperazione regionale, la Green Middle East Initiative sarà sviluppata "in partnership con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e del Medio Oriente, nonché in collaborazione con tutti i Paesi e le organizzazioni interessate a cooperare al raggiungimento degli obiettivi dell'Iniziativa. Inoltre prevede la ricerca di meccanismi inclusivi che forniranno l’opportunità di finanziare progetti di Paesi che hanno meno risorse per combattere il cambiamento climatico. Coinvolgere Paesi con scarse risorse è oggi ancor più importante per favorire una ripresa globale dalla pandemia Covid-19 che sia verde, sostenibile e inclusiva", ha aggiunto Al Saud. Il principe saudita ha rilevato che "i leader nazionali hanno espresso disponibilità e sostegno all'Iniziativa". Finora, la Green Middle Est Initiave ha ricevuto il sostegno di Bahrein, Gibuti, Egitto, Eritrea, Iraq, Giordania, Kuwait, Pakistan, Qatar, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Maldive e il Regno Unito. Anche le Nazioni Unite e l'Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio (OAPEC) hanno accolto con favore l’Iniziativa. I lavori per il lancio di una assemblea regionale alla presenza dei partner internazionali della Middle East Green Initiative inizieranno nel secondo trimestre del 2022.

La protezione dell'ambiente "è un obiettivo importante nella Saudi Vision 2030. L'Arabia Saudita si impegna a proteggere l'ambiente aumentando l'efficienza della gestione dei rifiuti, stabilendo progetti di riciclaggio", prosegue il diplomatico. Il Paese promuoverà anche l'uso ottimale delle risorse idriche riducendo i consumi e utilizzando acqua trattata. "Nell'ambito degli sforzi dell’Arabia Saudita per migliorare il settore ambientale, il Paese ha aumentato il tasso di copertura delle riserve naturali dal 4 per cento a oltre il 14 per cento del territorio; ha prodotto ed esportato con successo 40 tonnellate di ammoniaca blu, come parte del percorso di identificazione di soluzioni innovative per la produzione di energia pulita; ha avviato uno dei più grandi progetti di produzione di idrogeno verde al mondo nell'area di Neom, del valore di 5 miliardi di dollari con una produzione di 650 tonnellate al giorno e ha aumentato la copertura vegetale sul proprio territorio del 40 per cento rispetto agli ultimi quattro anni". (Res)

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