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News dal paese

Royal Order of a new Anti-Corruption Drive domenica 5 novembre 2017

Royal Order of a new Anti-Corruption Drive

EN

RIYADH, November 4, 2017 – King Salman bin Abdulaziz on Saturday ordered the launch of a new anti-corruption drive in Saudi Arabia as part of an active reform agenda aimed at tackling a persistent problem that has hindered development efforts in the Kingdom in recent decades.   The anti-corruption committee established according to Royal Order will be headed by Crown Prince Mohammed bin Salman. The members include the President of the Control and Investigation Board; the President of the National Anti-Corruption Commission; the President of the General Auditing Bureau; the Attorney General at the Public Prosecutor’s Office; and the head of the Presidency of State Security.   The committee’s objective is to discipline the efforts to trace and combat corruption at all levels.  It will log offenses and crimes related to individuals and entities in cases of corruption involving public funds, investigate cases, issue arrest warrants, travel restrictions, disclose and freeze portfolios and accounts. Its powers include, amongst others, the ability to trace funds and assets, and prevent their transfer or liquidation on behalf of individuals or entities along with the right to take any precautionary actions until cases are referred to relevant investigatory or judiciary authorities.   The committee’s mandate allows it “to do what it takes to hold accountable all those involved in corruption cases and to take what action it sees fit with regard to individuals and entities, funds, fixed and movable assets domestically and internationally, returning  funds to the state’s public treasury, registering the assets and funds as state property, deciding to take whatever actions that protect the public interest, with consideration given to those who cooperate with it,” the Order said.   The committee’s formation was deemed necessary “due to the propensity of some people for abuse, putting their personal interest above public interest, and stealing public funds,” the Royal Order said.   It said the move was also necessitated by the “dangers of corruption and its negative effects on the country, from a political, economic, social and security perspective, continuing our endeavor to protect honesty, combat corruption and eradicate it, firmly applying laws against all those who usurped public funds, did not protect them, squandered or stole them, or who misused power and influence in the tasks and works they were entrusted with.”   The Order said that according to religious clerics, “the sanctity of public funds is greater than the sanctity of private funds”.   The committee may seek assistance from whomever it sees fit, and can set up and empower investigations, reporting and accountability teams, and others, as needed.   Upon completing its duties, the committee shall prepare a detailed report on its findings, conclusions and actions taken, the Order noted, with a requirement for all specialist entities to adopt the Order immediately, and all relevant agencies to cooperate fully to accomplish the Order’s mandate.

 

ITA

Nuovo Decreto Reale anti-corruzione

 

RIYADH, 4 novembre 2017 - S.M. Re Salman bin Abdulaziz Al Saud, in data sabato 4 novembre 2017,  ha emesso un decreto anti-corruzione in Arabia Saudita, nell'ambito di un programma proattivo di riforme, volto ad affrontare una problematica persistente che ha ostacolato i tentativi di sviluppo nel Regno negli ultimi decenni. La Commissione anti-corruzione, istituita secondo il Decreto Reale, sarà guidata dal Principe Ereditario Mohammed bin Salman. Tra i membri compaiono: il Presidente del Consiglio di Controllo e Inchiesta; il Presidente della Commissione Nazionale Anti-corruzione; il Presidente dell’Ufficio Generale Revisione Contabile ; il Procuratore Generale presso l’Ufficio del Pubblico  Ministero; e il Capo della Presidenza della Sicurezza di Stato. L'obiettivo di tale Commissione è quello di confluire gli sforzi per rintracciare e sradicare la corruzione a tutti i livelli. Tale organo avra’ il compito di identificare reati e crimini relativi a singoli individui ed enti, nei casi di corruzione a danno di fondi pubblici, di indagare sui casi, spiccare mandati di arresto, divieti di viaggi, rivelare e congelare beni e conti. I suoi poteri comprendono, tra l'altro, la capacità di tracciare fondi e assets, di prevenire il loro trasferimento o liquidazione a favore di singoli individui o enti, nonché il diritto di intraprendere tutte le necessarie azioni preventive fino a quando i casi non saranno risolti dall’autorità giudiziaria e investigativa competente. Il mandato della Commissione consente di " rintracciare i responsabili in casi di corruzione e adottare le azioni ritenute idonee nei confronti di individui e di enti, di fondi, di beni mobili e immobili a livello nazionale ed internazionale, restituendo fondi alla tesoreria pubblica dello Stato, registrando i beni e i fondi come proprietà statali, decidendo di intraprendere ogni azione nell'interesse pubblico, tenendo conto di coloro che collaborano con essa ", recita il Decreto. La disposizione di tale Commissione era ritenuta necessaria "a causa della propensione di alcune persone ad abusi, inclini a porre il loro interesse personale al di sopra degli interessi pubblici e a sottrarre fondi pubblici", si evince nel Decreto Reale. Si legge che tale manovra è stata necessaria per i "pericoli di corruzione e dei suoi risvolti negativi sul paese, da una prospettiva politica, economica, sociale e di sicurezza, perseguiamo il nostro impegno per salvaguardare l'onestà, sradicare  la corruzione, applicando alla lettera le normative contro coloro che hanno usurpato i fondi pubblici, non curandosene, sperperando o impossessandosene, o che hanno abusato del potere e dell’ influenza nelle loro posizioni ".  Il Decreto riporta che, secondo le autorita’ religiose, " la sacralita’ dei fondi pubblici è maggiore rispetto a quella dei fondi privati ​​". La Commissione può richiedere assistenza e supporto da chiunque ritenga opportuno e può istituire ed autorizzare ricerche, squadre di segnalazione e contabilita’ ed altro, se necessario. Una volta espletati i suoi incarichi, la Commissione e’ tenuta a stilare una relazione dettagliata sulle conclusioni ed esiti delle azioni intraprese, indica il Decreto, con l'obbligo per tutti gli enti specializzati di adottare con effetto immediato il Decreto e per tutte le agenzie pertinenti di cooperare a pieno per il raggiungimento della mission del Decreto.

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