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5 Shawwal 1439 - 19 giugno 2018

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Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita - Roma

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La Storia

L'Arabia Saudita vanta origini lontane, le cui radici risalgono alle più antiche civiltà della Penisola Arabica.

La natura desertica del territorio, che per altro ha garantito protezione per secoli, ha influenzato profondamente lo stile di vita delle prime popolazioni, sviluppando in esse un forte senso di indipendenza e di adattabilità nei confronti di un ambiente così avverso.

Le tribù si spostano di continuo, sempre alla ricerca di nuovi pascoli lungo un itinerario segnato da "punti d'acqua" (pozzi ed oasi). Nel settimo secolo d.C., in seguito alla diffusione dell'Islam, le tribù ricevono una certa uniformità culturale.

Il Medio Oriente, di cui l'Arabia Saudita è parte integrante, viene considerato la culla della civiltà. Infatti è proprio in quest'area che inizialmente l'uomo si insedia in comunità agricole, perfeziona il commercio, inventa la scrittura, ponendo così le basi per lo sviluppo delle civiltà di Babilonia, Ninive, della Fenicia e dell'Egitto.

Ai suoi confini, in una fase successiva, sarebbero fiorite altre grandi civiltà, come quella greco - romana.

Quest'ultime trassero beneficio da quanto già era stato realizzato dalle popolazioni della regione. La civiltà sviluppata dagli abitanti della Penisola Arabica è riuscita ad impedire a lungo che la regione divenisse area di conquiste indiscriminate.

Non per questo è rimasta però isolata dai contesti circostanti. Le città lungo i confini nord occidentali della penisola erano attraversate da una rete di piste, battute da carovane delle quali sopravvivono testimonianze di un'intensa attività commerciale risalente a cinquemila anni fa. Si trattava principalmente di scambi con le comunità situate nella striscia fertile che si estende dall'attuale Iraq, attraverso la Siria, fino alla Turchia.

Non sono mancati fruttuosi contatti con l'Egitto, l'Impero Romano e altre popolazioni. Gli scambi riguardavano principalmente prodotti agricoli, spezie, tessuti, oro e incenso.

 STORIA ANTICA: UN ANTICO CENTRO COMMERCIALE

 La prima testimonianza della presenza umana nella Penisola Arabica risale a 15.000/20.000 anni fa quando gruppi nomadi vagavano per il territorio, vivendo grazie alla caccia e al raccolto di piante selvatiche.

La Penisola Arabica, situata tra i due grandi centri della civiltà, ovvero la Valle del Nilo e la Mesopotamia, fu il crocevia del mondo antico. Il commercio fu cruciale per lo sviluppo dell’area; le rotte carovaniere divennero vere e proprie arterie commerciali, che resero possibile la vita nella penisola scarsamente popolata.

La popolazione della Penisola Arabica rimase largamente immune dalle turbolenze politiche della Mesopotamia, della Valle del Nilo e del Mediterraneo orientale, grazie anche all’enorme distesa desertica della penisola, che fungeva come una barriera naturale a protezione dall’invasione dei potentivicini.

 LA NASCITA DELL’ISLAM

 Attorno al 610 DC, Muhammad, il quale era originario del fiorente centro commerciale della città della Mecca, ricevette un messaggio da Dio (Allah, in arabo)attraverso l’Arcangelo Gabriele.Nel tempo le crescenti rivelazionil o portarono a proclamare universalmente l’unicità di Dio, e ad accrescere il numero dei suoi seguaci.

Nel 622, il Profeta, dopo aver appreso di un complotto che mirava al suo assassinio,condusse suoi seguaci nella città di Yathrib, in seguito chiamata Madinah Al Nabi(la Città del Profeta)ed oggi semplicemente nota come Medina. Questo episodio è ricordato come l’Egira, o migrazione, e segna l’inizio del calendario islamico. Nel 628, quando Medina divenne interamente sotto il dominio dei musulmani, il Profeta unificò le tribù con tale successo che egli e i suoi seguaci poterono fare ritorno alla Mecca senza spargimenti disangue.

 DURANTE L’IMPERO ISLAMICO

 Meno di un secolo dopo la nascita dell’Islam, l’Impero Islamico si estendeva dalla Spagna fino ad alcune zone dell’India della Cina. Sebbene centri del potere politico fossero stati trasferiti fuori dalla Penisola Arabica, il commercio nell’area continuò a fiorire.

Un largo numero di pellegrini cominciò a visitare regolarmente la penisola, ed alcuni si stabilirono nelle città sante della Mecca e Medina. Questi pellegrini favorirono lo scambio di idee e culture tra la popolazione della penisola ed altre civiltà del mondo arabo-islamico.

L’emergere dell’arabo come lingua del sapere internazionale fu un altro fattore determinante per lo sviluppo culturale della penisola arabica. Il mondo islamico divenne il centro del sapere e del progresso scientifico per un lungo periodo noto come l’Epoca d’Oro Islamica. sapienti musulmani diedero loro preziosi contributi in numerosi campi: medicina, biologia, algebra, filosofia, astronomia, arti e letteratura. Molte idee e metodologie, divenute poi fondamento delle scienze moderne, ebbero infatti i propri pioneri negli studiosi musulmani.

L’Impero Islamico prosperò sino a buona parte del sec. XVII, allorché si frantumò in piccoli regni musulmani. La Penisola Arabica entrò gradualmente in un periodo di relativo isolamento, sebbene La Mecca e Medina rimasero il cuore spirituale del mondo islamico e continuarono ad attrarre pellegrini da numerosi paesi.

 IL PRIMO STATO SAUDITA

 Al principio del sec. XVIII, un sapiente e riformista musulmano, Shaikh Mohammed bin Abdul Wahhab iniziò a predicare per un ritorno alle origini dell’Islam. Egli venne inizialmente perseguitato dai dotti religiosi locali e dalle autorità che vedevano nei suoi insegnamenti una minaccia alle basi del loro potere. Shaikh Mohammed cercò allora protezione nella città di Al Dir’iyya, governata all’epoca da Mohammed bin Saud.

Mohammed bin Abdul Wahhab e Mohammed bin Saud strinsero un patto finalizzato alla restaurazione dei puri insegnamenti dell’Islam in seno alla comunità musulmana. È con tale spirito che Mohammed bin Saud fondò il primo Stato Saudita. Nel 1788, lo Stato Saudita governava l’intero altopiano centrale, noto come Nejd. All’inizio del sec. XIX il suo dominio si estendeva su gran parte della Penisola Arabica,incluse La Mecca Medina.

La popolarità il successo dei governanti della famiglia Al Saud suscitò il sospetto dell’Impero Ottomano, all’epoca potenza egemone in Medio Oriente e in Nord Africa. Nel 1818 gli Ottomani inviarono nella regione occidentale d’Arabia un grosso corpo di spedizione armato di moderne artiglierie. L’esercito ottomano pose sotto assedio Al Dir’iyya, divenuta all’epoca una delle più vaste città nella penisola. Le forze ottomane rasero al suolo la città avvalendosi di artiglieria campale e la resero definitivamente inabitabile, distruggendone le mura e sradicando le palme da dattero.

  IL SECONDO STATO SAUDITA

 Nel 1924 la famiglia Al Saud guadagnò nuovamente il controllo politico dell’Arabia centrale. Il sovrano saudita Turki bin Abdullah Al Saud trasferì la sua capitale a Riad, situata a circa venti miglia a sud di Al Dir’iyya, instaurando il Secondo Stato Saudita. Nell’arco di undici anni di governo, Turki riuscì con successo riprendere agli Ottomani gran parte dei territori perduti.

Sotto il dominio di Turki e suo figlio Faisal, il secondo Stato Saudita poté godere di un periodo di pace e prosperità, in cui fiorirono il commercio e l’agricoltura. La calma fu sconvolta nel 1865 da una nuova campagna ottomana tesa ad estendere l’impero mediorientale nella Penisola Arabica.Le armate ottomane si impadronirono di parte dello Stato Saudita, governato all’epoca da Abdulrahman, figlio di Faisal. Con il supporto degli Ottomani, la famiglia Al Rashid di Hail compì uno sforzo congiunto, al fine di rovesciare lo StatoSaudita.

 IL MODERNO REGNO DELL’ARABIA SAUDITA

 Il giovane Abdulaziz, figlio di Abdulrahman, era determinato a riconquistare il suo patrimonio togliendolo alla famiglia Al Rashid, che aveva conquistato Riad e vi aveva insediato un governatore ed una guarnigione. Nel 1902, Abdulaziz, con un seguito di soli 40 uomini, intraprese un’eroica marcia notturna verso Riad per riconquistare il presidio cittadino, noto come la Fortezza di Masmak. Quest’epico evento segna l’inizio della formazione del moderno StatoSaudita.

Dopo aver stabilito a Riad il suo quartier generale, Abdulaziz avviò il processo di unificazione durato 24 anni, prendendo il Nejd (Arabia centrale), l’Ahsa (Arabia orientale), l’Aseer (Arabia meridionale) e l’Hijaz (Arabia occidentale), comprese La Mecca e Medina. Questo processo di unificazione culminò nel 1926, quando egli riunì le diverse tribù belligeranti in un’unica nazione.

Il 23 settembre del 1932 il paese assunse la denominazione di Regno dell’Arabia Saudita, una monarchia islamica avente l’arabo come propria lingua nazionale e il Sacro Corano come propria costituzione