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27 Shawwal 1438 - 21 luglio 2017

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Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita - Roma

Arabia Saudita - Italia Storia delle relazioni- Prof. V. Strika

L'Italia e l'Arabia Saudita attraverso i secoli

Introduzione storica

L'Italia è il punto di partenza della civiltà occidentale mentre l'Arabia è il paese da cui comincio' la meravigliosa strada dell'islam che lo porto' a diventare una civiltà mondiale, dall'Oceano Atlantico all'Asia Centrale e all'India. L'Arabia Saudita fu unificata dalla casata degli Al Saud. 

Anche se tali somiglianze non vanno troppo accentuate, nondimeno esse esistono.

Le relazioni tra i due paesi sono state ineguali nel tempo. Nei secoli piùantichi la Penisola Araba era una delle rotte prinicipali tra l'Europa e il Medio Oriente. Così grande era la sua importanza che L'impero Romano fece dei tentativi per conquistarla o almeno per conquistare la cosidetta Arabia Felix che comprendeva l'attuale Yemen e una parte della pianura costiera chiamata Tihama. Ma la spedizione, mal equipaggiata, condotta da Elio Gallo fu fermata nel 24 A.C. a sud di Negrana, probabilmente l'attuale Najran. Più tardi, una volta entrati nell'ambito dei territori musulmani, la Sicilia divenne uno dei ponti principali tra l'Europa del Sud e la civiltà Islamica, la cui influenza fu così grande che l'isola divenne la culla per lo sviluppo della cultura italiana, la più importante dell'Occidente medievale. Tuttavia durante il medioevo e le relazioni avevano carattere principalmente commerciale a causa delle attività di Venezia, Genova, Pisa ed Amalfi, che erano a quel tempo i canali attaverso i quali gli stati europei più avanzati potevano entrare in contatto con l'Islam. E' ancora un periodo da esplorare: gli archivi della città appena menzionate potrebbero dare un notevole contributo anche alla storia della penisola arabica e dei suoi centri commerciali nel Mar Rosso in particolare. Basti dire che Venezia brigava con gli Ottomani per scavare il Canale di Suez dopo che i Portoghesi avevano scoperto la nuova rotta per le Indie danneggiando così gravemente il commercio del Meditteraneo. Il piano non ebbe successo perchè gli Ottomani temevano che le flotte cristiane potessero interferire con il pellegrinaggio a Makkah. Venezia fu la prima città a vedere la Stampa del Sacro Corano e avevano probabilmente corsi regolari d'arabo, del resto già insegnato nelle più vecchie università europee e cioè Bologna e Padova. La medicina, la scienza e la filosofia arabe erano considerate una fonte di sapere normale da mettersi vicino a quella classica. 

Manoscritti

Il famoso al Hawi di al Razi fu stampato più volte fino al XVI secolo. Non è un caso che molti termini italiani siano di origine araba e che al Idrisi abbia scritto la sua monumentale opera, ora pubblicata dall'Istituto Orientale di Napoli, sotto il patronato di un re cristiano, Ruggero II di Sicilia. è del resto noto come le arti islamiche abbiano influenzato sia l'Italia del Sud che Firenze e Venezia: molti musei , istituzioni e chiese italiane conservano importanti esempi dell'arte musulmana. Non c'è da stupirsi dunque che l'Italia sia il paese con il più grande numero di manoscritti arabi. Secondo Huisman e altri studiosi ce ne sono circa 7000 , ma il loro numero potrebbe crescere con la ricerca in chiese ed istituzioni meno importanti.

Rotte commerciali

L'emergere dellle nuove rotte commerciali alla fine del XV secolo ebbe come risultato lo sviluppo economico del Portogallo, della Spagna, dell'Olanda ed infine dell'Inghilterra e della Francia. La nuova situazione geopolitica danneggio' lo sviluppo economico dell'Italia ma non la sua cultura dato che il XVI secolo è di solito considerato l'era d'oro della civiltà italiana. Il bisogno di una più approfondita conoscenza di altri paesi e continenti che è tipica dell'epoca, porto' ai viaggi di Ludovico de Varthema, primo europeo a visitare Makkah nel 1503. Il suo racconto è considerato il migliore prima dei viaggiatori del XIX secolo. La spedizione di Ibrahim Pasha in Arabia ebbe un altro testimone, Giovanni Finati, che si convertì all'Islam e prese il nome di Muhammad. 

Un altro importante contributo è il libro di Carlo Guarmani il cui interesse principale era l'acquisto di cavalli per l'imperatore francese Napoleone III. I libri di tutti questi viaggiatori furono tradotti nelle più importanti lingue europee e i Viaggi di Varthema divennero presto un best seller e furono stampati due volte a Roma e tre volte a Venezia. 

Arabisti e Università

Con l'unità d'Italia del 1861 comincio' un nuovo periodo. Una nuova scuola di arabisti comincio' a lavorare inizialmente in Sicilia, la cui storia fu esplorata da Michele Amari, seguito da studiosi quali Leone Caetani, Ignazio Guidi, suo figlio Michelangelo Guidi, David Santillana, Carlo Alberto Nallino, Giorgio Levi della Vida, Francesco Gabrieli per non menzionarne che pochi.

Con l'interesse per il mondo arabo apparvero le prime grammatiche di arabo. Menzioneremo soltanto quelle scritte dai De Matteo, B. Cattan, G. Gabrieli ( padre del più famoso Francesco Gabrieli) ed infine L. Veccia Vaglieri, la cui grammatica è ancora usata nelle università italiane. Ci sono tre università principali in Italia con insegnamento di arabo e altre discipline orientali e islamiche: l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, l'università La Sapienza di Roma e l'Università Cà Foscari di Venezia. Il caso di Napoli è molto interessante dato che gli studi orientali ebbero inizio nel XVIII secolo come "Collegio Cinese" destinato alla preparazione dei missionari in Cina. Più tardi il Collegio divenne prima Istituto Orientale e successivamente università, dove attualmente si studiano quasi tutte le lingue orientali ed africane. L'università ha quattro facoltà: Lettere, Lingue Straniere, Scienze Politiche e una scuola di studi islamici che è la più alta istituzione italiana finalizzata alla ricerca e allo studio nel campo dell'arabistica e dell'Islamistica. Complessivamente vi erano quatto cattedre di Lingua e Letteratura araba e una trentina di Storia Islamica, Religione, Civiltà, ecc. L'università pubblica rinomate riviste quadrimestrali, come gli Annali dell'Istituto Universitario Orientale, oltre a libri e ricerche sull'Islam e la sua civiltà. In questa università hanno insegnato gli eminenti arabisti M.Lettieri (1804 - 1848) e L.Buonazia (1886 - 1967) e, più tardi C.A. Nallino e G.Levi della Vida.

Gli iniziatori degli studi islamici a Roma furono Schiapparelli (1841 - 1919), un discepolo di M.Amari a Firenze, che tenne la cattedra di lingua e letteratura araba dal 1875 al 1916, seguito poi da Michelangelo Guidi (1886 - 1946), figlio di Ignazio Guidi (1844 - 1935), che fu professore ordinario di Semitica, cattedra in seguito occupata da Levi della Vida, mentre Nallino divenne professore ordinario di Storia ed istituzioni Islamiche.

L'Università di Roma pubblica la Rivista degli Studi Orientali e altre pubblicazioni sull'Islam. Attualmente ci sono tre università statali a Roma e una, l'Università di Tor Vergata, ha in progetto il miglioramento degli studi orientali.

Il terzo centro di studi orientali in Italia è a Venezia, una città notoriamente legata al mondo arabo. L'arabo era insegnato alla Facoltà di Economia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stata aggiunta una Facoltà di Lingue e Letterature Straniere con dipartimenti di Studi orientali comprendenti insegnamenti di arabistica ed islamistica. L'Università di Venezia pubblica i Quaderni di studi Arabi. Una menzione speciale merita l'Università di Palermo, dato che il patrimonio islamico dell'Isola ha attrato studiosi del calibro di R. Gregorio, M. Amari e U. Rizzitano. Giova comunque aggiungere che l'arabo è insegnato in altre università: Bologna, Cagliari e Sassari, a volte assieme ed altre discipline islamiche.

Accanto alle università, altri istituti meritano certamente d'essere menzionati. L'Istituto per l'Oriente di Roma, fondato nel 1921, pubblica il periodico Oriente Moderno che era considerato dal grande storico inglese Toynbee la fonte più importante per la storia del Medio Oriente moderno ed era considerato negli Stati Uniti " indispensabile per tutti coloro che si dedicano alla storia del Medio Oriente". L'Italia ha la sua associazione di arabisti, il cui numero raggiunge attualmente le 80 unità, ordinari e ricercatori inclusi, mentre il numero degli studenti che seguono corsi d'arabo è di circa 400.

Prof. V. Strika