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10 Muharram 1440 - 20 settembre 2018

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Reale Ambasciata dell'Arabia Saudita - Roma

Informazioni sul Paese Il Paese L'economia e l'industria

Il Paese

L'economia e l'industria

L’Arabia Saudita è tra le 20 più grandi economie al mondo ed è il più grande mercato economico in Medio Oriente e NordAfrica (MENA).È il19° piùg rande esportatore al mondo, coprendo il 38%del PIL su scala regionale,e dispone delle più grandi riserve petrolifere al mondo (18%), oltre al più basso costo dell’energia per i progetti d’investimento. Possiede un mercato interno in continua espansione(tasso di crescita annua della popolazione 3,5%),cui si aggiunge una popolazione giovane e consumatrice con un alto potere di acquisto. Il Regno si è classificato al 24° posto su 144 paesi nel Rapporto Globale sulla Competitività 2014/2015,e al 49°posto su 189 paesi nell’Indice Capacità d’Impresa e di Affari (“Doing Business Index”),così come riportato nel Rapporto Annuale “Doing Business Report” del 2015 diramato della Società Internazionale di Finanza.

Con il suo eccellente accesso ai mercati dell’area MENA, così come a quelli delle economie avanzate ed emergenti delle vicine Europa, Asia ed Africa,l’esposizione di mercato per progetti a base saudita è non solo ampia, ma anche altamente diversificata.

La reputazione di essere un paese con un governo forte e stabile, provvisto di ampie riserve finanziarie, un sistema bancario stabile e un’altrettanto stabile valuta, sono fattori combinati capaci di offrire agli investitori un ambiente proficuo per i loroa ffari. Il Riyal saudita è una delle valute più stabili al mondo,e non ha registrato criticità nei suoi tassi di cambio durante le ultime tre decadi. Il Regno permette trasferimenti di capitali e realizzazione di profitti all’estero. Inoltre,l’Arabia Saudita ha un basso tasso d’inflazione e si prefigge di concludere accordi reciproci con un crescente numero di paesi, circa la promozione e la protezione degli investimenti e il prevenire una doppia imposizione fiscale.

 

MODON è responsabile dello sviluppo dei terreni industriali in Arabia Saudita,in partenariato con il settore privato. MODON è stata coinvolta nello sviluppo di 34 città industriali, per un insieme di più di 178 milioni di metri quadri, di cui più del 50% dati in locazione .La Commissione Reale per Jubail e Yanbu gestisce tre città industriali di livello mondiale,site in Jubail&RasAlkhair, sulla costa orientale del Paese e a Yanbu, sulla costa occidentale. La Città Industriale di Jubail possiede 85 kmq di terreni industriali,27.000 unità residenziali, 3 ospedali e 3 cliniche, 89 scuole e strutture prescolari. La città produce il 7% dei prodotti petrolchimici a livello mondiale e il suo contributo al PIL del Regno dell’Arabia Saudita non derivante da petrolio è dell’11.5%. La Città Industriale di Yanbu ha circa 197i ndustrie (fine 2014).L’area industriale occupa 11.500 kmq,impiegando più d i40.000 addetti.

 

Il contesto fiscale in Arabia Saudita è molto favorevole secondo il Rapporto 2015 della Banca Mondiale sulla facilità di fare affari. A livello globale, l’Arabia Saudita, occupa la terza posizione, su 189 paesi, circa la facilità di pagare le imposte. Le compagnie a capitale straniero godono di tutti i benefici, incentivi, garanzie e sostegno offerto alle compagnie a capitale saudita. Ciò include:

  • Imposizione fiscale del 20%sugli utili aziendali, con eventuali passivi rinviabili a tempo indeterminato per il versamento delle future imposte;
  • Nessuna imposta sul reddito personale, nessuna imposta sul valore aggiunto, nessuna imposta sulle vendite, nessuna imposta fondiaria, nessuna tassa di proprietà;
  • Rimpatrio totale del capitale, profitti e dividendi distribuiti soggetti a una ritenuta alla fonte del 5%;
  •  Restrizioni minime sulla conversione di valuta, su cambi e trasferimenti;
  • Esenzione fiscale sui provendi delle esportazioni;

  • Crediti di imposta su investimenti in ricerca e sviluppo;

  • Il Governo garantisce inoltre una significativa formazione e agevolazioni fiscali legate all’occupazione, sino al 50% sia per i costi di formazione che per le buste paga, alle compagnie operanti in una delle sei regioni meno sviluppate:Hail, Jizan, Najran, Al Baha, Al Jouf e la Regione Settentrionale.

 

Il tasso generale dei diritti d’importazione è del 5%. Un limitato numero di prodotti è sottoposto a tassi tariffari del 12% o del 20%. L’esenzione dai dazi doganali è disponibile per tutte le importazioni autorizzate e destinate a stabilimenti industriali, attrezzature, macchinari, strumentazioni, ricambi, materie prime o materiali d’imballo, là dove non esista una disponibilità in loco o qualora la fornitura locale non rientrasse nelle specifiche dei produttori.

 

Nel 2005, l’Arabia Saudita è diventata il 149° membro dell’Organizzazione Internazionale del Commercio ed è membro fondatore del Consiglio di Cooperazione del Golfo,con sede a Riad,i cui altri membri sono Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Oman, Qatar e Kuwait. L’unione doganale dei paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo è stata avviata nel 2003, con l’eliminazione delle tariffe interne,consentendo la libera circolazione della manodopera e del capitale interno e con la creazione di una tariffa esterna unificata al5 %sulla maggior parte dei prodotti importati.Ipaesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno firmato accordi di libero scambio con Singapore e con l’Associazione Europea di Liber oScambio.

 

L’ArabiaSaudita ha siglato accordi commerciali e di investimento bilaterali con Austria, Belgio, Bielorussia, Unione Economica Belgio-Lussemburgo, Cina, RepubblicaCeca, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Corea, Malesia, Filippine, Singapore, Svezia, Svizzera e Turchia. Ha inoltre firmato trattati bilaterali di investimento che non sono ancora entrati in vigore con Azerbaigian, Egitto, Giappone, Spagna, Taiwan, Ucraina ed Uzbekistan.

 

POLITICHE AVVENIRISTICHE

 

La Vision 2030 prevede una fiorente economia di investimenti a lungo termine, mediante la diversificazione dell’economia di base, massimizzando le capacità di investimento e promuovendo la privatizzazione di beni statali, incluse aziende primarie, immobili e vari asset. Alle fonti energetiche rinnovabili sarà concesso un più ampio ruolo,con un obiettivo iniziale di generare 9,5 gigawatt dienergia rinnovabile.

Tra gli obiettivi della “visione” da realizzare in questo settore, entro il 2030, vi sono:

  • Passare dall’attuale posizione di 19° più grande economia del mondo a una delle prime 15;

  • Potenziare la localizzazione del settore petrolifero e del gas dal 40% al 75%;

  • Espandere gli asset del Fondo di Investimenti Pubblici da 600 miliardi di riyal a oltre 7.000 miliardi;

  • Far progredire la posizione del Regno dalla 49° alla 25°nella Classifica Globale di Prestazione Logistica;

  • Incrementare dal 16% al 50% la quota di esportazioni non petrolifere del PIL non legato al petrolio;

  • Far progredire la posizione del Regno dalla 25° a una delle prime dieci nell’Indice Globale di Competitività;

  • Incrementare gli investimenti stranieri diretti dal 3,8%al5,7% del PIL;

  • Incrementare il contributo del settore privato dal 40%al 65% del PIL.